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| "BELLE DENTRO OLTRE CHE FUORI"
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Cara Signora,
E’ ormai risaputo come la diagnosi precoce di un tumore mammario sia di fondamentale importanza per diminuire le consenseguenze associate alla comparsa e alla cura della malattia. Essa infatti non interviene sulla possibilità di ammalarsi ma garantisce, una volta accaduto, il riscontro precoce della malattia rendendola in questo modo, aggredibile con interventi conservativi e quasi sempre guaribile. E’ pertanto comprensibile come un’attenta e costante sorveglianza clinica e strumentale (con l’esecuzione di visite senologiche regolari, mammografie ed ecografie mammarie) sia fortemente raccomandata a tutte le donne e debba essere in relazione all’età ed ai fattori di rischio presenti nella paziente.
…MA DIAGNOSI PRECOCE NON SIGNIFICA PREVENZIONE!
Oltre a questi aspetti, la ricerca ha ormai dimostrato come esista anche la possibilità di eseguire un vero e proprio programma di PREVENZIONE non più con la finalità di diagnosticare i tumori il prima possibile ma con quella di diminuire il rischio di potersi ammalare nel futuro.
E’ ormai chiaro, infatti, come il rischio di tumore mammario sia diverso per ogni donna e come questo possa essere evidenziato da un’approfondita valutazione delle varie caratteristiche personali, familiari e biologiche di ogni paziente. Il fatto che ogni paziente abbia un proprio rischio di contrarre la malattia rende anche possibile compiere interventi personalizzati al fine di ridurre il rischio individuale.
COME SI ESEGUE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INDIVIDUALE?
Nel dettaglio, non è più sufficiente parlare di “rischio” riferito alla popolazione generale ma è opportuna invece la valutazione di un “rischio individuale” e per far questo è necessaria una scrupolosa raccolta e analisi delle caratteristiche personali (1) familiari (2) e biologiche (3) della paziente quali:
- INDIVIDUALI: Età, caratteristiche fisiche (altezza, peso, body mass index, obesità, eventuale presenza di sindrome metabolica), fumo, età prima mestruazione, gravidanza, allattamento, alimentazione, stato menopausale, stile di vita, terapie ormonali pregresse o in atto, precedenti o attuali problemi senologici.
- STORIA FAMILIARE: cioè la presenza o meno di patologie tumorali nella propria famiglia (soprattutto la presenza di tumori del seno e/o dell’ovaio nei parenti di 1° e 2° grado), con la possibilità, mediante la compilazione (nei casi adeguati) di un questionario di familiarità e la costruzione di un albero genealogico familiare, di calcolare il rischio all’interno di una famiglia e di iniziare un percorso di “counseling genetico” che potrà in alcuni casi esitare nell’esecuzione di un test genetico per la ricerca di eventuali mutazioni (BRCA 1-2) oppure ad una serie di consigli diagnostici e terapeutici da adottare in caso di rischio elevato di mutazione.
- BIOLOGICI: Caratteristiche biologiche eventualmente riscontrate in esami precedenti (biopsie, agoaspirati e/o interventi) come la presenza di atipie cellulari o altri tipi di precancerosi (papillomatosi, presenza di fibroadenomi ecc).
L’analisi di queste informazioni rende quindi possibile evidenziare il rischio individuale di ogni paziente e costruire di conseguenza un PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA CLINICO-STRUMENTALE PERSONALIZZATO, con particolare attenzione alla scelta degli esami e alla frequenza con cui farli. In casi selezionati, la valutazione del rischio individuale potrà consigliare anche un programma di assunzione farmacologica a scopo preventivo oppure la partecipazione a uno studio clinico di farmaco-prevenzione.
Dottor Massimiliano Cazzaniga
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